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	<title>Bed and Breakfast Roma Artemisia</title>
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	<description>Bed and Breakfast Roma Artemisia</description>
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		<title>Roma: Istruzioni per l&#8217;uso</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 06:57:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, la più bella città al mondo, Caput Mundi per eccellenza, museo a cielo aperto&#8230;..torna la primavera e ricominciano le file dei turisti in giro per la mia città. Voglio provare a realizzare una specie di vademecum per organizzare una visita a Roma. E&#8217; stato stimato che un mese non è sufficiente per visitare tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, la più bella città al mondo, Caput Mundi per eccellenza, museo a cielo aperto&#8230;..torna la primavera e ricominciano le file dei turisti in giro per la mia città. Voglio provare a realizzare una specie di<strong> vademecum per organizzare una visita a Roma</strong>. E&#8217; stato stimato che un mese non è sufficiente per visitare tutta la città ma un&#8217;idea certamente riusciamo a farcela anche se abbiamo pochi giorni. Per prima cosa, bisogna capire cosa si preferisce fare in città, dato da collegare al tempo di permanenza. La città è ampia e in realtà, non brilla per l&#8217;efficienza dei trasporti.</p>
<p>Io comincerei a capire che tempo farà: <a href="http://www.meteo.it" target="_blank">www.meteo.it</a> fra i tanti, ma io consiglio sempre di <strong>vestirsi a &#8220;cipolla&#8221;</strong>, a strati, insomma, per non rimanere sorpresi quando al caldo sole si sostituisce una brezza forse un po’ troppo fresca. E <strong>d&#8217;estate, obbligatorio cappelli o ombrellini</strong>.</p>
<p>Poi, <strong>come ci si muove in città</strong>? arrivando all&#8217;aeroporto di Fiumicino, troviamo il servizio FS di treno, il Leonardo Express, che in circa 40 minuti porta alla Stazione Termini. In alternativa esistono dei servizi di bus, sempre per la Stazione Termini ma stavolta anche dall&#8217;aeroporto di Ciampino: <a href="http://www.sitbusshuttle.com" target="_blank">www.sitbusshuttle.com</a>, ad esempio e non solo. Le compagnie di taxi hanno fissato un prezzo unico dagli aeroporti fino al centro città, ma attenzione, se dovete andare fuori dal centro il tassametro riprende a calcolare. Una alternativa è il servizio di &#8220;<strong>noleggio auto con conducente</strong>&#8221; che generalmente hanno una tariffa fissa, sempre a patto che prendiate le <strong>auto autorizzate</strong> dal Comune di Roma.</p>
<p>Una volta in città, abbiamo i bus di superficie (che combattono con il traffico sempre caotico), 2 linee di Metropolitana e la ferrovia leggera che gira intorno alla città. Nel sito <a href="http://ww.atac.roma.it" target="_blank">ww.atac.roma.it</a> trovate anche un calcolo di percorso, purtroppo poco attendibile&#8230;in questo sito sono anche specificati i diversi biglietti di viaggio con relativi costi. Esistono dei biglietti unici con validità 24 ore, 3 giorni e 7 giorni, a viaggi illimitati.</p>
<p>Se volete girare in macchina, il centro storico ha le famigerate <strong>ZTL</strong>, le zone a traffico limitato, su base oraria&#8230;ci sono grandi parcheggi al centro, in genere sotterranei, che vi permetteranno di avvicinarvi il più possibile.</p>
<p>A questo punto, si tratta di crearsi degli itinerari: sul sito <a href="http://www.turismoroma.it" target="_blank">www.turismoroma.it</a> troverete tutto il necessario per farvi un&#8217;idea e per costruire il vostro personale tour di Roma. Considerate che la Città del Vaticano, <a title="Cronache ecclesiastiche: San Pietro" href="http://www.bedandbreakfast-artemisia.it/2012/09/cronache-ecclesiastiche-san-pietro.html">San Pietro</a> e, ancor di più, i Musei Vaticani richiedono almeno un giorno di visita.</p>
<p>I Musei Vaticani e la Galleria Borghese è preferibile prenotarli in anticipo perché altrimenti vi trovereste nelle kilometriche file che si formano davanti ai loro ingressi. Siti di riferimento: <a title="Biglietteria Musei" href="http://biglietteriamusei.vatican.va/musei/tickets/do?weblang=en&amp;do" target="_blank">Biglietteria Musei Vaticani</a> e <a href="http://www.galleriaborghese.it/prenota-en.htm" target="_blank">Galleria Borghese</a>; più in generale <a href="http://www.museiincomuneroma.it" target="_blank">www.museiincomuneroma.it</a></p>
<p>Roma è anche un museo a cielo aperto: tanti i luoghi, le vie, i siti, le chiese che conservano dei veri e propri tesori da esplorare a zero euro e tante le leggende che animano la nostra secolare città&#8230;..ma questo ve lo racconterò un&#8217;altra volta!!</p>
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		<title>Annuntio vobis, gaudium magnum: Habemus Papam!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 17:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E come ciclicamente accade, Roma è senza il Papa ma soprattutto senza il proprio Vescovo. E per i romani seguire il Conclave è un rito, ormai, denso di leggende e scaramanzie. Ma cerchiamo di capire più da vicino in cosa consiste il Conclave: &#8220;Conclave&#8221; deriva dal latino &#8220;cum clave&#8221;, cioè &#8220;(chiuso) con la chiave&#8221;. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E come ciclicamente accade, Roma è senza il Papa ma soprattutto senza il proprio Vescovo. E per i romani seguire il Conclave è un rito, ormai, denso di leggende e scaramanzie. Ma cerchiamo di capire più da vicino in cosa consiste il Conclave:</p>
<p>&#8220;Conclave&#8221; deriva dal latino &#8220;cum clave&#8221;, cioè &#8220;(chiuso) con la chiave&#8221;.<br />
Questo nome a questo particolare evento riguardante l&#8217;elezione di un nuovo Papa deriva dal 1270 anno in cui a Viterbo, allora sede papale, rinchiusero a chiave i Cardinali nella sala del palazzo reale e ne aprirono parte del tetto, così da obbligarli a prendere una decisione. Oggi indica la riunione e la sala in cui si elegge il nuovo Papa.</p>
<h2>Lo svolgimento del conclave</h2>
<p>E così, lunedi prossimo 11 marzo 2013,  i cardinali si riuniranno nella basilica di San Pietro per celebrare la Missa Pro eligendo Romano Pontifice. Nel pomeriggio i cardinali elettori in processione e cantando il Veni Creator, raggiungeranno la cappella Sistina; quest&#8217;ultima, nei giorni passati, è stata allestita con i banchi, è stata &#8220;ripulita&#8221; di mezzi audio visivi, ha visto il montaggio della stufa, fonte del mito e del rito, dove verranno bruciati i voti degli elettori formando la famosa fumata che può avere diversi colori: gialla, nera e bianca.<br />
La fumata gialla è una fumata di prova fatta all&#8217;inizio del Conclave, per verificare che la stufa funzioni. Dal Conclave del 2005 non si fa, poiché un computerino elettronico affianca la classica stufa, per assicurarsi del corretto funzionamento della stessa.</p>
<p>I Cardinali che non hanno compiuto l’ottantesimo anno di età possono eleggere il Papa. Gli ultraottantenni partecipano solo alla fase preliminare del conclave e hanno una funzione spirituale. Per essere eletto Papa bisogna essere un fedele adulto, battezzato e non sposato, purché non impedito dal diritto divino ed ecclesiastico. 116 sono ad oggi i cardinali elettori. 28 sono i cardinali italiani, 33 provengono dal resto d’Europa, 19 dell&#8217;America Latina e 14 dell’America Settentrionale; 11 vengono dall’Africa, 10 dall’Asia e 1 dall’Oceania. Si voterà una volta la mattina e una volta il pomeriggio, per un totale di due volte al giorno. Per eleggere il Papa è necessaria la maggioranza dei due terzi dei presenti.<br />
Quando i due terzi sono raggiunti, il Cardinale Decano &#8211; l&#8217;arcivescovo Angelo Sodano &#8211; chiede all’eletto se intende accettare, e quale nome pontificale preferisce.<br />
Subito dopo l&#8217;elezione, il Papa raggiunge la stanza delle lacrime e viene aiutato a vestirsi con i paramenti papali.</p>
<p><strong>Fumata Nera:</strong><br />
Se lo scrutinio si risolve con un niente di fatto, una fumata nera uscirà dal camino della stufa per essere visibile dai fedeli da Piazza San Pietro.</p>
<p><strong>Fumata Bianca: </strong><br />
Se l&#8217;elezione avviene, una fumata bianca sarà visibile. Dal Conclave del 2005, la fumata bianca dà il via alle campane a festa della Basilica di San Pietro in Vaticano, e le stufe sono diventate due: a quella tradizionale ne è stata aggiunta una seconda contenente fumogeni artificiali per migliorare la visibilità.</p>
<p>Dopo essere stato vestito con i paramenti papali, il neo Papa rientra nella Cappella Sistina per sedere in cattedra e pregare insieme ai cardinali. Alla fine delle preghiere si canterà il Te Deum. Il conclave è terminato. Il cardinale francese Jean-Louis Pierre Tauran darà l&#8217;annuncio con la famosa frase “Annuntio vobis, gaudium magnum: Habemus Papam!”.</p>
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		<title>Dentro, fuori e ai bordi di un Bed &amp; Breakfast</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 06:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tanta è la confusione su questo argomento che vorrei cogliere questa occasione per fare un pò di chiarezza. Per semplicità, affronto solo Roma, sede del nostro B&#38;B Artemisia, poichè, e purtroppo, ogni regione d&#8217;Italia ha legiferato in modo diverso, concorrendo ancor di più a determinare idee confuse nelle persone. Cosa succede a Roma? ad oggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanta è la confusione su questo argomento che vorrei cogliere questa occasione per fare un pò di chiarezza. Per semplicità, affronto solo Roma, sede del nostro B&amp;B Artemisia, poichè, e purtroppo, ogni regione d&#8217;Italia ha legiferato in modo diverso, concorrendo ancor di più a determinare idee confuse nelle persone.</p>
<p>Cosa succede a Roma? ad oggi, a Roma, siamo 1.328 Bed &amp; Breakfast autorizzati dal Comune e siamo tutti elencati al seguente link: <a title="bed and breakfast autorizzati" href="http://www.060608.it/it/accoglienza/dormire/bed-and-breakfast" target="_blank">http://www.060608.it/it/accoglienza/dormire/bed-and-breakfast</a></p>
<h2>Partiamo dalla definizione legale del B&amp;B</h2>
<p>&#8220;<em>Per bed and breakfast si intende il servizio offerto da parte di coloro che nell’abitazione hanno residenza e domicilio e mettono a disposizione degli alloggiati delle camere con relativi posti letto. Tale servizio, svolto con carattere saltuario o per periodi ricorrenti stagionali, con un periodo di inattività pari almeno a sessanta giorni l’anno anche non consecutivi, in un massimo di tre camere con non più di sei posti letto, comprende la prima colazione ed è assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare. In ogni caso il soggiorno e il pernottamento non può essere superiore a novanta giorni</em>&#8220;: questo è in estrema sintesi in cosa consiste l&#8217;ospitalità in B&amp;B.</p>
<p><strong>Spiego:</strong><br />
* &#8220;&#8230;. <em>da parte di coloro che nell’abitazione hanno residenza e domicilio e mettono a disposizione degli alloggiati delle camere con relativi posti letto</em>&#8221; significa che un Bed &amp; Breakfast è realizzato all&#8217;interno della &#8220;casa&#8221; di famiglia, dove chi vi ospita ci vive;</p>
<p>* &#8220;&#8230;<em>periodo di inattività pari almeno a sessanta giorni l’anno anche non consecutivi</em>&#8221; i Bed &amp; Breakfast devono osservare 60 giorni l&#8217;anno (anche non consecutivi) di chiusura.</p>
<p>* &#8221; &#8230;<em> in un massimo di tre camere con non più di sei posti letto</em>&#8221; ergo, se siete in una struttura che ha più di 3 camere e/o più di 6 posti letto, non siete in un Bed &amp; Breakfast.</p>
<p>* &#8220;&#8230;<em>comprende la prima colazione ed è assicurato avvalendosi della normale organizzazione familiare</em>&#8221; significa che sono i padroni di casa a prepararvi la colazione.</p>
<p>Immagino che già a questo punto della lettura abbiate in parte le idee più chiare ma forse anche un pò di confusione in più&#8230;&#8230;e <strong>le altre strutture cosa sono?</strong> se ci sono più di 3 stanze e massimo 6 siete in un Affittacamere, se siete in un appartamento senza la famiglia ospitante siete in una casa vacanze, se siete in una dépendance di un albergo siete in un albergo anche se tutti si chiamano Bed &amp; Breakfast&#8230;..è più trendy ma fa tanta confusione.</p>
<p>Ancora più importante e per la vostra sicurezza, i B&amp;B autorizzati dal Comune di Roma, come Artemisia, sono tenuti a stipulare un<strong>&#8216;assicurazione sulla casa</strong> in caso di incidenti che possono accadere agli ospiti, sono tenuti a fare la registrazione dei vostri dati in Polizia, sono tenuti ad emettere una ricevuta di pagamento, ad incassare il Contributo per Roma Capitale (Tassa di soggiorno); purtroppo per voi e per noi, il fenomeno italiano degli ultimi anni è quello di aprire la porta di casa agli ospiti senza alcuna autorizzazione del Comune, senza quindi nessuna sicurezza per voi che ci andate e dunque in maniera del tutto abusiva. Solo a Roma ne hanno sottostimati un migliaio. Queste persone irresponsabili sono degli evasori totali, sono evasori nei confronti del Comune perchè non incassano la Tassa di Soggiorno (Contributo per Roma Capitale) che noi poi giriamo all&#8217;amministrazione comunale, sono evasori perchè sconosciuti completamente al fisco, sono pericolosi per voi perchè non rispettano alcuna regola.<br />
<strong>Come accorgersi e come difendersi dagli abusivi?</strong> ad esempio, noi autorizzati dobbiamo esporre i prezzi (precedentemente approvati e vidimati) dietro la porta della vostra camera, dobbiamo mettere a vista in casa la nostra autorizzazione&#8230;.avete dei dubbi? no problem, richiedete di farvi vedere l&#8217;autorizzazione, è nel vostro diritto.</p>
<p>Noi del Bed &amp; Breakfast Artemisia siamo un<strong> &#8220;autentico&#8221; B&amp;B</strong> perchè vi ospitiamo nella nostra casa, in un ambiente familiare ma con l&#8217;attenzione all&#8217;ospite che è squisitamente professionale. Da noi trovate diversi servizi, la nostra sorridente accoglienza, la nostra disponibilità a far sì che il vostro soggiorno sia il più confortevole possibile. A completamento dei servizi in casa, abbiamo la Metropolitana di Conca d&#8217;Oro a 2 passi che vi permette di raggiungere la Stazione Termini in 10 minuti cronometrati, diverse pizzerie e varietà nei ristoranti: c&#8217;è quello tipico romano della Taverna e del Calice d&#8217;Oro, c&#8217;è quello sardo dei Mamuthones, c&#8217;è quello giapponese Genkai e quello cinese Dao, entrambi di qualità, c&#8217;è la gastronomia napoletana di Pizzando Grigliando, la cucina romana raffinata di Fualdé&#8230;.volete di più?</p>
<p>Vi aspettiamo a Roma!</p>
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		<title>Luoghi misteriosi e poco visitati a Roma: Piramide Cestia e il Cimitero Anacattolico</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2013 18:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono luoghi decisamente misteriosi e poco visitati a Roma: la Piramide Cestia e il Cimitero Anacattolico (o degli Inglesi) a Via Ostiense. Roma è talmente vasta e ricca di luoghi,musei e arte in generale che non basta un mese per visitarla tutta.E se la visita è del tipo &#8220;mordi e fuggi&#8221;, sicuramente questa zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Ci sono luoghi decisamente misteriosi e poco visitati a Roma: la Piramide Cestia e il Cimitero Anacattolico (o degli Inglesi) a Via Ostiense.</h3>
<p>Roma è talmente vasta e ricca di luoghi,musei e arte in generale che non basta un mese per visitarla tutta.E se la visita è del tipo &#8220;mordi e fuggi&#8221;, sicuramente questa zona non è tra quelle maggiormente esplorata. Voglio parlarvi della Piramide Cestia e del Cimitero Acattolico che  ospita, fino dal 1700, sepolture di persone dalle nazionalità più varie (russi, giapponesi, americani e così via), tutti accomunati dalla<strong> non appartenenza alla religione cattolica</strong>, il che proibiva loro di essere seppelliti in terra consacrata.</p>
<p>La<strong> zona Ostiense</strong>, a ridosso di <strong>Testaccio</strong>, all&#8217;inizio della via omonima, <strong>si raggiunge dal B&amp;B Artemisia molto comodamente con la Metro B1</strong> che da Conca d&#8217;Oro raggiunge la fermata Piramide in 15 minuti. La fermata della metro coincide anche con la Stazione Ferroviaria di Roma Porta San Paolo, da dove partono i treni per la zona balneare di Ostia. Sempre a questa fermata  si può scendere per raggiungere a piedi <strong>Eat Italy</strong>, la straordinaria <strong>esposizione e vendita dei prodotti tipici italiani</strong>, approntata nel vecchio Terminal Ostiense (inaugurato in occasione dei Campionati di calcio del 1990 e purtroppo successivamente lasciato in disuso) ma recuperato  e inaugurato nella nuova veste di Eat Italy nel 2012. Adiacente, si trova la Stazione Ferroviaria di Roma Ostiense  dove passano i treni della cinta romana che legano Roma a altre zone del Lazio. La stazione attuale sostituisce una precedente &#8220;stazione di campagna&#8221; che esisteva già nell&#8217;area. In occasione della visita di Hitler a Roma, nel 1938, fu creata questa &#8220;stazione monumentale&#8221; in pieno stile architettonico fascista per poter accogliere &#8220;romanamente&#8221; il dittatore tedesco, visita, tra l&#8217;altro, ricordata nel bellissimo film &#8220;Una giornata particolare&#8221; di Ettore Scola. Il viale che congiungeva la stazione con Porta San Paolo fu per l&#8217;occasione chiamato via A. Hitler. Dopo la guerra ha preso il nome di viale delle Cave Ardeatine.</p>
<p>E in questa area, sorgono la<strong> Piramide Cestia</strong> e il<strong> Cimitero Acattolico</strong>. Alta 37 metri con una base di 37 e rivestita interamente di marmo di Carrara, la Piramide contiene una cella funeraria rettangolare, coperta da volte a botte e affrescata con figure femminili e pitture ornamentali che è possibile visitare passando per un cunicolo davvero suggestivo rivestito di laterizio, nel quale si accede da una piccola porta sul lato ovest, aperta durante un restauro disposto e finanziato da Alessandro VII tra il 1656 e il 1663, come ricorda l’iscrizione sul lato occidentale.<br />
Unica struttura piramidale (sembra che altre tre siano andate distrutte, due nell’area dove oggi sorgono le due chiese gemelle di Piazza del Popolo e una nell’area dove sorge la Chiesa di S.Maria in Transpontina) rimasta a testimoniare il fascino che l’Egitto (conquistato nel 30 a.C.) esercitò sulla cultura romana, questo mausoleo funerario, innalzato in 330 giorni (come ricorda l’iscrizione posta su una delle facciate) tra il 20 e il 12 a.C come sepolcro di Caio Cestio Epulone (membro del Collegio dei Septemviri epulones incaricati di organizzare i banchetti pubblici in onore degli dei), è superata in altezza solo dalle Piramidi di Giza. La presenza di un monumento funebre in forma di piramide a Roma si deve probabilmente al fatto che l&#8217;Egitto era divenuto provincia romana alcuni anni prima, nel 30 a.C., e la cultura sontuosa di questa nuova provincia stava venendo di moda anche a Roma. Nel III secolo la piramide di Cestio fu incorporata nelle Mura Aureliane, delle quali venne a costituire un bastione. Nel 1663, furono intrapresi degli scavi per ordine di Alessandro VII, che ne fece incidere la memoria sulla facciata: all&#8217;esterno furono trovate le basi di due statue dedicate a Cestio e fu scavata un&#8217;apertura nella piramide stessa, scoprendo la camera sepolcrale. Esiste anche un progetto del Borromini per trasformare la cella funeraria in chiesa, che non ebbe seguito. La Piramide Cestia <strong>è visitabile ma solo su appuntamento</strong>.</p>
<p>Dopo il ventre della Piramide Cestia, un <strong>viaggio nella Roma Nascosta</strong>, non può non contemplare il piccolo tesoro architettonico e culturale custodito all’ombra della Piramide, tra le mura del suggestivo <strong>Cimitero Acattolico di Testaccio</strong>. Un luogo con quattromila lapidi e storie da raccontare, dove lungo un itinerario all’ombra di pini, cipressi, mirti, allori e piante scolpite, riposano le anime di tutti quei <strong>non-cattolici illustri morti a Roma</strong> tra il XVIII e il XX secolo. Dal fisico Pontecorvo a uno degli assassini di Rasputin, dal ragazzo tedesco ucciso da Vittorio Emanuele di Savoia a uno dei ragazzi di Via Panisperna (fratello di Gillo), dall’architetto Perugini (responsabile del sacrario delle Fosse Ardeatine, la cittadella giudiziaria di Roma a Piazzale Clodio, la casa albero a Fregene …) ad Antonio Gramsci (meta di pellegrinaggi illustri come quella di Pier Paolo Pasolini), e ancora John Keats, Percy Shelley, Antonio Labriola, Renato Salvatori, ai quali le leggi dello Stato Pontificio non consentivano di essere sepolti dentro le mura di Roma.</p>
<p>La <strong>più antica tomba è di uno studente inglese di nome Langton</strong>, uno studente di Oxford morto giovanissimo, e risale al 1738. In realtà, almeno fino al 1820, l&#8217;area di sepoltura non era recintata, ma lasciata a prato, con le tombe abbandonate alla mercè di chiunque, proprio all&#8217;ombra della Piramide di Caio Cestio, di fronte alla famosa Porta Romana di San Paolo, che interrompe le Mura Aureliane, risalenti al III secolo dopo Cristo.<br />
In questo giardino lo scrittore <strong>Gabriele D&#8217;Annunzio ambientò una della scene più belle de Il Piacere</strong>, romanzo ambientato a Roma e scritto nel 1889, di cui riporto volentieri qualche stralcio: Andrea Sperelli e la sua amante Maria sono arrivati al cimitero, in carrozza, per deporre dei fiori sulla Tomba del grande Shelley.<br />
Molte delle tombe sono ricche ed elaborate, in molti casi si tratta di reperti di epoca romana impiantati sui sepolcri ottocenteschi,in altri, è il romanticismo dell&#8217;epoca che prevale, come nella scultura più bella e più famosa del cimitero,  l’Angelo del dolore, di <strong>William Wetmore Story</strong> (1819-1895), il più importante scultore americano a Roma che scolpì questo monumento funerario  in onore di sua moglie (Story fu seppellito nella stessa tomba dopo la sua morte). <strong>John Keats</strong> (Londra 1795- Roma 1821) fu uno dei più grandi poeti romantici, ed è sepolto qui , accanto al suo amico <strong>Joseph Severn</strong>. Il poeta morì giovanissimo, a soli 26 anni nel 1821, dopo solo quattro mesi dal suo arrivo a Roma. Fu proprio il suo amico, console e pittore, a trovare il posto dove sarebbe stato seppellito e a descriverlo al poeta morente.</p>
<p>L&#8217;epitaffio sulla tomba di Keats:«<em> This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water </em>»</p>
<p>&#8220;<em>Questa tomba contiene tutto quello che fu mortale, di un Giovane Poeta Inglese, che sul suo letto di morte, nell&#8217;amarezza del suo cuore, al potere maligno dei suoi nemici, desiderò che queste parole fossero scolpite sulla sua lapide: Qui giace uno il cui nome fu scritto sull&#8217;acqua</em>&#8221;</p>
<p>ll Cimitero, nato ufficialmente nel 1821,  rimane <strong>aperto ad entrata libera e gratuita, dal lunedì al sabato 9-17</strong> (domenica e festivi 9-13 quando non è chiuso). Straordinaria e quanto mai suggestiva è la presenza di numerosi gatti che gironzolano tra le tombe,apportando note di colore nel bianco del marmo.</p>
<p>Info tratte da: <a href="http://www.protestantcemetery.it" target="_blank">protestantcemetery.it</a> &#8211; <a href="http://www. 06blog.it" target="_blank"> </a><a href="http://www.06blog.it" target="_blank">06blog.it</a></p>
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		<title>Natale a Roma tra storia, tradizione e mercatini &#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 09:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; un po&#8217; di storia &#8230; Nell’antica Roma, per salutare il solstizio d’ inverno, venivano celebrati i Saturnali in onore del dio Saturno, protettore dell’ agricoltura. Dal 17 al 24 dicembre si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiavano visite e doni e si ribaltavano le classi sociali: gli schiavi erano i padroni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><em>&#8230; un po&#8217; di storia &#8230;</em></h3>
<p>Nell’antica Roma, per salutare il solstizio d’ inverno, venivano celebrati i Saturnali in onore del dio Saturno, protettore dell’ agricoltura. Dal 17 al 24 dicembre si chiudevano le scuole ed i tribunali, ci si scambiavano visite e doni e si ribaltavano le classi sociali: gli schiavi erano i padroni ed i padroni obbedivano agli schiavi (era la festa della libertas decembris). Anche il gioco d’ azzardo, normalmente vietato, in quel periodo era tollerato. Può darsi che derivi da questo l’ abitudine al gioco della tombola ed altri giochi tradizionali del Natale.</p>
<p>Successivamente, con l’ espandersi di Roma, anche il culto di Mitra venne introdotto nella città eterna e fece talmente presa sulla popolazione che nel 274 d.C. l’ imperatore Aureliano lo ufficializzò sovrapponendo la sua festa a quella del Sole Invicto il 25 dicembre.  La Chiesa quindi, secondo l&#8217;opinione degli studiosi, per contrastare il perpetuarsi di tale festa pagana radicata nella tradizione popolare, decise di celebrare in quella medesima data il dies natalis Christi, la nascita di Gesù: <em>«Luce dei mondo»</em>, il vero <em>«Sole di giustizia»</em> che brillerà in eterno.</p>
<p>Una fonte autorevole, il Cronografo (il più antico calendario della Chiesa di Roma) del 354, indica il 25 dicembre quale giorno per la celebrazione della festa della Natività, ma un altro documento romano la Depositio episcoporum (elenco liturgico contenuto nello stesso Cronografo) attesta che tale celebrazione era già presente nel 336 (sembra che inizialmente tale festa venisse celebrata soltanto nella Basilica di San Pietro). La scelta di questo giorno, comunque, fu sanzionata nel 354 da Papa Liberio.</p>
<h3 style="text-align: center;"><em>&#8230; un po&#8217; di tradizione &#8230;</em></h3>
<p><strong>&#8230; il Presepio e l&#8217;Albero &#8230;</strong><br />
E’ usanza oltre ad addobbare l’albero con oggettini colorati, luci e dolciumi, anche preparare il presepe che fonda le sue origini nel medioevo; dai Vangeli abbiamo conosciuto l’Annunciazione, la nascita nella grotta, i pastori che vanno a venerarlo (Vangelo di Luca: 2,8-20) e l’arrivo dei Magi, da tutto questo abbiamo iniziato a costruire i nostri presepi ampliando poi ognuno, con la propria fantasia, lo scenario. A Roma come in Italia, probabilmente per le nostre radici cristiane, il presepe non manca mai nelle nostre case, una vera espressione di pace e amore. La nostra tradizione, soprattutto da bambini, prevede che ogni Natale si compri una statuina nuova per il presepio.</p>
<p><strong>&#8230; la stella di Natale &#8230;</strong><br />
Fiori e piante tipiche del Natale, considerate portatrici di fortuna, rallegreranno le case romane: agrifoglio, vischio, pungitopo, stella di Natale e naturalmente questi saranno i giorni del torrone, panettone, frutta secca.</p>
<p><strong>&#8230; e Babbo Natale &#8230;</strong><br />
E’ entrata nella consuetudine anche la figura di Babbo Natale dispensatore di dolci e regalini la notte della Vigilia, mentre anticamente era la Befana che assolveva a questo compito; la figura di Babbo Natale è giunta a noi nel XIX secolo quando si era già diffusa negli Stati Uniti.A Roma, la Befana ha sempre avuto la meglio su Babbo Natale, soprattutto quando eravamo più poveri. Col consumismo, il &#8220;bel&#8221; Babbo Natale ha soppiantato la sfortunata e brutta Befana&#8230;.</p>
<p><strong>&#8230; i regali &#8230; perchè?</strong><br />
Gli abitanti dell&#8217;antica Roma erano soliti scambiarsi, in occasione delle  feste e a capodanno, dei regali chiamati strenne, quale usanza di buon augurio.<br />
Tale consuetudine si ricollegava ad una tradizione secondo la quale, il primo giorno dell&#8217;anno, al re veniva offerto in dono un ramoscello di ulivo o di alloro raccolto nel bosco della dea Strenna. Questo rito augurale si diffuse tra il popolo e, ben presto, i rametti di alloro, di ulivo e di fico vennero sostituiti da regali vari. Tale tradizione, presente ancora ai nostri giorni, si riveste in occasione del Natale di nuovi significati richiamando, attraverso il gesto del dono, l&#8217;amore di Dio che ha donato suo Figlio all&#8217;umanità intera.</p>
<p><strong>&#8230; il Cenone della Vigilia &#8230;</strong><br />
Originario carattere purificatorio ha il cenone della vigilia di Natale, tutto di “magro”, a cominciare dal capitone che, a Roma si vende per tradizione al portico d&#8217;Ottavia e che ha soprattutto un significato di fratellanza e di amicizia. Il cenone si apre con tanti antipasti,tutti a base di pesce o verdure; immancabili i &#8220;fritti&#8221; di carciofi, cardi, baccalà ma anche di quello che la fantasia della cuoca approntava al momento. Segue una pasta col pesce o funghi, comunque non con carne,non ammessa dalla tradizione cristiana. In genere, i dolci natalizi e l&#8217;immancabile torrone, di cioccolata o di pasta di mandorle, chiudono il cenone della vigilia. Poi, soprattutto se ci sono bambini in famiglia, si aspetta la mezzanotte, si mette il piccolo Gesù Bambino nel presepio,gesto accompagnato da canti e preghiere. Poi e finalmente si scartano i regali, tutti posizionati sotto l&#8217;albero!!! E&#8217; tradizione a Roma anche l&#8217;andare alla Messa di Mezzanotte. Uscire di notte, in genere freddissima, con luci e profumi nell&#8217;aria, evoca la magia del Natale&#8230; e a Roma questa magia raddoppia, grazie allo scenario naturale che la città ci regala tutti i giorni&#8230; unico al mondo!</p>
<h2>I mercatini storici di Natale</h2>
<p>Tra gli antichi palazzi e la splendida fontana si snodano le centinaia di bancarelle che offrono per la gioia di giovani e di bambini leccornie alimentari, giocattoli, regali e tanta musica grazie a i numerosi artisti di strada impegnati ad allietare le passeggiate dei turisti. Per gli amanti delle tradizioni nella piazza e nelle vicine via dei Coronari, via dell’Orso e a Sant’Eustachio, ogni anno si svolgono dei concerti all’aperto che ripropongono i classici del repertorio della musica sacra e gospel. Irresistibile per tutti i bambini di tutte le età sono anche la mostra del giocattolo e quella dei presepi illustrate da menestrelli che raccontano gli aneddoti più misteriosi e meno famosi del centro storico di Roma.</p>
<p>Secondo la tradizione una visita al mercato di Natale di piazza Navona non può concludersi senza l’acquisto di una decorazione per l’albero o, ancor di più, di una statuina per il presepe. Infatti, soltanto in questo modo si potrà salutare degnamente la nascita di Gesù ed aver affetto e pace per tutto l’anno che verrà! Altra sede di un caratteristico mercatino di Natale è piazza Re di Roma dove dai primi di dicembre sino alla vigilia bancarelle colme di doni e dolci aspettano i cittadini per gli ultimi acquisti, ricalcando la tradizione dei mercati dell’Avvento del Nord Europa.</p>
<p>Accanto a questi, mercatini ormai storici e tradizionali, altri punti di vendita di dolci e giocattoli invadono la città: a Piazza Mazzini, ad es., come anche nello spazio all&#8217;aperto dell&#8217;Auditorium. Il Mercatino di Natale di Emergency torna invece a Palazzo Velli in Piazza di Sant’Egidio 10, dal 1° al 23 dicembre 2011, con tante proposte artigianali, etniche, prelibate e solidali, dalle sciarpe di seta della Cambogia alla cesteria del Sudan, mentre il tradizionale Suq di Natale di AIDOS, da venerdì 2 dicembre a domenica 4 dicembre, dalle 10.00 alle 20.00, all’Hotel Polo di Piazza B. Gastaldi 4, offre una gamma di gioielli, abiti, accessori, lacche, vasi e giochi per bambini, realizzati in buona parte da artigiane del Sud del mondo, la cui vendita servirà a sostenere i Centri per l’imprenditoria femminile in Giordania, Siria e Nepal. Dal 10 al 18 dicembre il mercatino natalizio Celle, stelle e bancarelle vende e fa assaggiare i prodotti realizzati dai detenuti nei penitenziari d’Italia e nei servizi di giustizia minorile. Il piccolo villaggio resta aperto dalle 11 alle 21 dal lunedì al giovedì, dalle 10 alle 23 venerdì e nel fine settimana, in via Giuseppe Barellai 135-140 (navette ogni 15 minuti dalla stazione San Filippo Neri). Dall’Associazione di promozione sociale SorriSiamo, che riunisce artigiani, operatori commerciali vicini a modelli di consumo eco-compatibili e associazioni Onlus impegnate nel sociale, il 18 dicembre 2011 (come ogni terza domenica del mese) torna al Padiglione 28 del Santa Maria della Pietà anche Artigianando (339 5387601 &#8211; <a href="mailto:artigiando.info@gmail.com" target="_blank">artigiando.info@gmail.com</a>), con tanti oggetti artigianali a prezzi contenuti perfetti per i regali. Domenica 18 torna anche il mercatino del Fanfulla 2×2, e dalle 16 alle 2.00, market, merenda (5€ dalle 16.00) con torte fatte in casa, aperitivo con buffet caldo (8€ dalle 19.00) e sonorità musicali LIVE, sono tra gli ingredienti del ChristMARK@Glam al Glam di Piazza S.Giovanni di Dio 1; parte dell’incasso andrà al canile di Roma.</p>
<p>Tante le iniziative, di tradizione ma anche di solidarietà, per un Natale che sia un vero Natale di Amore e di Pace per tutta l&#8217;umanità!</p>
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		<title>Cronache ecclesiastiche: San Pietro</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 13:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[basilica san pietro]]></category>
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		<description><![CDATA[I luoghi qui di seguito descritti sono raggiungibili da Bed &#38; Breakfast Artemisia in circa 25 minuti di Metropolitana Cronache ecclesiastiche: San Pietro Tratto da &#8220;Cronache romane&#8221; di Gabriele D&#8217;Annunzio a cura di Paola Sorge Edizioni Grandi Tascabili Newton Io ho visto l&#8217;immenso pellegrinaggio che in questi giorni muove da tutti i punti dell&#8217;Urbe verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>I luoghi qui di seguito descritti sono raggiungibili da Bed &amp; Breakfast Artemisia in circa 25 minuti di Metropolitana </strong></span></p>
<p><strong>Cronache ecclesiastiche: San Pietro</strong></p>
<p><em>Tratto da &#8220;Cronache romane&#8221; di Gabriele D&#8217;Annunzio a cura di Paola Sorge Edizioni Grandi Tascabili Newton</em></p>
<p style="text-align: justify;">Io ho visto l&#8217;immenso pellegrinaggio che in questi giorni muove da tutti i punti dell&#8217;Urbe verso la Basilica di San Pietro e le altre chiese cattoliche;ma il mio cuore non ha avuto cagione di allegrezza.Non il puro desiderio della penitenza e del raccoglimento anima quei pellegrini, ma una curiosa vaghezza di diletto e amore profano. La piazza San Pietro con i prodigiosi portici non abbraccia in sè un popolo di fedeli umiliati dalla vicinanza della casa di Dio, ma una folla gaia e clamorosa che la primavera inebria.Un rumore vasto sale verso la basilica.Le carrozze attraversano la piazza in tutti i sensi,con una frequenza che dà la vertigine. Or si or no, secondo le vicende delle nuvole, il sole glorifica la sommità dei ortici.</p>
<p style="text-align: justify;">La fontana d&#8217;Innocenzo VIII spumeggia e scroscia lanciando l&#8217;acqua sino all&#8217;obelisco di Sisto V, e la fontana di Clemente X scintilla come un favoloso albero di diamante che muti la sua forma ad ogni attimo. Le donne salgono e discendono per le scalinate. La basilica è piena di gente che continuamente si rinnova.Quà e là grandi gruppi si formano.Intorno alla statua di San Pietro,che campeggia sopra un mosaico rosso e oro, gira una corona di spettatori apatici i quali restano lungo tempo a guardare con un occhio stupido e fisso il piede destro del divino Apostolo,logorato dalle labbra dei credenti.Passano vecchi,donne belle,preti,monache; e baciano il piede con atto macchinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Presso l&#8217;altar maggiore,sotto la statua estatica di Santa Giuliana Falconieri,intorno al vuoto seggio del Penitenziere,stanno seduti altri cristiani su panche disposte a rettangolo. Quasi tutti hanno le mani incrociate sul ventre e guardano il pavimento, resi immobili dalla pazienza dell&#8217;aspettazione.Fuori dal rettangolo si fermano i curiosi,come d&#8217;innanzi a una gabbia di animali strani. Sotto la gran cupola,intorno alla Confessione di San Pietro,si adunano per lo più soldati,attratti dallo splendore dello 116 lampade che pendono dalle cornucopie d&#8217;oro.Appoggiati alla balaustra di marmo, guardano la statua di Pio VI, e si lasciano a poco a poco prendere da una specie di stupefazione,come certi uccelli alla vista di cose lucenti.Dinnanzi alla cappella del coro la folla è più densa; ma la porta di bronzo è ancora chiusa.Sotto il sarcofago d&#8217;Innocenzo VIII, l&#8217;elegantissima opera del Pollajuolo,si raccoglie un gruppo di dame d&#8217;onde emerge alta bionda e purissima la più cattolica delle marchese romane.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutta la basilica si diffonde una luce bianca e fredda; e una zona più vivida attraversa da cima a fondo la navata centrale.Qui,o mio Dio, la profanazione è maggiore.Dalla tribuna di San Pietro alla porta di Antonio Filarete, è un lungo ed empio passeggiare di uomini e di donne.Le dame portano abiti neri di una studiosa semplicità, che rendono più snelle ed evidenti le grazie dei corpi loro;talune hanno su la faccia dei veli sottilissimi, attraverso i quali li occhi sono più insidiosamente languenti;talune hanno un profumo acuto e istigatore che rimane nell&#8217;aria anche dopo il loro passaggio a turbare i sensi dei giovini; e talune anche portano sul petto fiori.Camminano lentamente,fermandosi ad ogni tratto, parlando delle cose del mondo, chiamando gli sguardi degli uomini, dilettandosi d&#8217;essere seguite e ammirate.Recano nella casa dell&#8217;Altissimo i loro Amori.Ma come più manca la luce,per tutta la basilica la folla più si adensa.Pare che dalle alte finestre non discenda che una specie di vapore azzurrognolo. Il mormorio delle voci empie gli angoli più riposti e oscuri. Dalla cappella del coro giungono i cantici sacri affievoliti.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla tomba enorme e atroce di Alessandro VII, l&#8217;altare è tutto illuminato di ceri e parato di drappi rossi. Ivi l&#8217;aria è ardente, la luce è quasi purpurea, gli smisurati candelabri fiammeggiano come alberi in fuoco,lo scheletro di rame dorato scintilla simile ad uno scarabeo mostruoso. Di tratto in tratto una dama vestita di nero entra dal fondo, attraversa la folla, si dirige verso il sepolcro per pregare. Le amiche per via la chiamano,l&#8217;attirano,la distraggono dal proposito, la tentano,la trattengono per le mani.Li amici la salutano ridendo.Ella abbassa il capo, si svincola,va innanzi,cerca di resistere,vede già il mistico splendore vermiglio della cappella lontana.Allora su &#8216;l limitare della cappella clementina, e a piè della cappella del Sacramento, dove il ciborio di bronzo e di lapislazzuli brilla come un faro,e sotto il sepolcro di Gregorio Buoncompagni, e accanto alle pile di acqua benedetta, e tra le colonne di granito nero, e dentro le tre cappelle aggiunte da Paolo V, in tutti i luoghi più oscuri e più segreti, li amanti convengono a colloquio.</p>
<p style="text-align: justify;">I bisbigli scellerati si propagano lungo la nave; e sono a quando a quando coperti dalle voci del Miserere.Per fuggire le tentazioni, non sentendomi forte alla battaglia, io esco dalla Santa Chiesa madre. Tutta la scalinata è piena di donne che socchiudono gli occhi, un poco abbarbagliate dalla luce esteriore.Un rumore vasto e profonde sale dalla Piazza attraversata da mille vetture,un rumore come di fiume che precipiti da una rupe a valle. L&#8217;obelisco è tutto roseo all&#8217;estremo fuoco del sole; le fontane, nell&#8217;aria senza vento,spumeggiano con tranquilla pompa superando le statue dei porticati; il Redentore e i 12 Apostoli campeggiano sopra un cielo leggermente verde,sparso di vapori luminosi.Una mollezza irresistibile discende da quel cielo di primavera.Pare che dai giardini del Vaticano muovano profumi e sorpassando li edifici giungano fino all&#8217;atrio della basilica&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>pubblicato su &#8220;La Tribuna&#8221;, il 24 aprile 1886 </strong></p>
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		<title>Roma al tempo della spending review</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 12:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempo di crisi, di &#8220;spending review&#8220;, perchè rinunciare a godere delle bellezze artistiche di cui si nutre l&#8217;anima e il cuore? Roma, si sa, è un museo a cielo aperto; non solo è ricca di musei di ogni genere, ma è anche ricca di chiese, ad esempio, che diventano esse stesse dei &#8220;contenitori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In tempo di crisi, di &#8220;<em>spending review</em>&#8220;, perchè rinunciare a godere delle bellezze artistiche di cui si nutre l&#8217;anima e il cuore? Roma, si sa, è un museo a cielo aperto; non solo è ricca di musei di ogni genere, ma è anche ricca di chiese, ad esempio, che diventano esse stesse dei &#8220;contenitori di opere d&#8217;arte&#8221; uniche al mondo. Peraltro, a partire dai Romani, la produzione artistica romana è sempre stata in prima linea fino a tutto il &#8217;600, l&#8217;epoca d&#8217;oro del Barocco. Il &#8217;700 è stato un secolo perlopiù di Manierismo ed è soltanto nel &#8217;900, col Movimento Futurista, che Roma e l&#8217;Italia riconquistano il primo posto in Europa nell&#8217;offerta artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora facciamoci prendere per mano da <em>Artemisia Gentileschi </em>(notevole pittrice del &#8217;600 a cui è dedicato il mio Bed &amp; Breakfast, B&amp;B Artemisia a Roma) e idealmente facciamoci guidare a scoprire a Roma il suo grande maestro: <strong>Michelangelo Merisi</strong>, per tutti il &#8220;<strong>Caravaggio</strong>&#8220;, soprannome preso dal suo borgo natale.</p>
<p style="text-align: justify;">Artemisia ci porta all&#8217;interno della <strong>Chiesa di Sant&#8217;Agostino</strong>, a due passi da Piazza Navona.<br />
È una delle prime chiese romane costruite nel Rinascimento ed ospita la <em>Madonna di Loreto</em>, detta anche <em>Madonna del Pellegrini</em>, uno dei più noti capolavori del Caravaggio. In passato la basilica era nota per ammettere al proprio interno, unica chiesa di Roma, anche le cortigiane; vi si trovano, infatti, le tombe di alcune di esse, come <em>Fiammetta Michaelis</em>, l&#8217;amante di Cesare Borgia la cui casa è ancora esistente nelle vicinanze (in piazza Fiammetta), o come <em>Giulia Campana </em>con le sue figlie, <em>Penelope</em> e la famosa <em>Tullia d&#8217;Aragona</em>. La Madonna dei Pellegrini o di Loreto è un dipinto a olio su tela di Caravaggio, databile al 1604-1606 e conservato nella Cappella Cavalletti della basilica di Sant&#8217;Agostino a Roma. Modella per la Madonna fu una nota prostituta nonché amante del pittore, Lena, che poserà anche per la Madonna dei Palafrenieri. Una Ma-donna del popolo, vestita non di oro e celeste ma di nero e rosso cupo, che, come quasi tutte le opere di Caravaggio, destò scandalo per l&#8217;eccessiva aderenza alla sofferta realtà dei ceti bassi. Non solo: questa chiesa ospita anche il mirabile affresco de &#8220;<em>Il Profeta Isaia</em>&#8221; di <strong>Raffaello Sanzio</strong>, databile nel 1511-1512; come ricorda il Vasari nelle &#8220;Vite&#8221;, l&#8217;opera dovette essere completata poco dopo il termine degli affreschi di Michelangelo Buonarroti alla volta della Cappella Sistina: Raffaello rifece i propri studi proprio per cercare di emulare il vigore dei Profeti michelangioleschi. Una curiosità: pare che il Goritz (il mecenate che commissionò l&#8217;affresco a Raffaello) ebbe modo di parlare con Michelangelo del prezzo pagato a Raffaello, da lui giudicato esorbitante. Il Buonarroti allora, dimostrando di aver apprezzato l&#8217;omaggio del Sanzio, avrebbe risposto che «Solo il ginocchio vale il suo prezzo». Le gambe di Isaia sembrano per altro riecheggiate nel Mosè, che il Buonarroti avviò circa un anno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Artemisia ci porta qualche passo più in là, in visita alla bellissima <strong>chiesa barocca di San Luigi dei Francesi</strong>, una chiesa di Roma che affaccia sulla piazza omonima, non distante da Piazza Navona. È la chiesa nazionale dei francesi dal 1589. Due sono i luoghi che racchiudono veri e propri capolavori dell’arte del XVII secolo. Nella seconda cappella della navata di destra vi è l’affresco con storie di <em>Santa Cecilia del Domenichino</em> (1616-17); mentre nella quinta cappella della navata di sinistra (cappella Contarelli) vi sono tre capolavori assoluti del Caravaggio: <em>il Martirio di San Matteo, San Matteo e l&#8217;angelo </em>e<em> Vocazione di San Matteo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel <em>Martirio</em>, il vero protagonista-peccatore è il sicario, è su di lui che deve agire la luce di Dio. Da notare un autoritratto di Caravaggio in fondo a sinistra. Come spesso è accaduto anche in quest&#8217;opera, nella quale Caravaggio decide di rappresentare il martirio del santo come se si trattasse di un assassinio brutale lungo una strada, vi è la testimonianza della sua inventiva per l&#8217;aver trasferito un episodio della storia sacra nella vita di ogni giorno, per conferire realtà, veridicità e una forte componente emotiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>San Matteo</em>, ispirato da un angelo apparso alle sue spalle, ha come unico accenno di &#8220;spregiudicatezza&#8221; la posa del santo, che si appresta a scrivere imbevendo la penna nel calamaio stando appoggiato con le braccia al tavolo, e con la gamba ad uno sgabello in equilibrio precario, quasi a sottolineare l&#8217;incertezza sul cosa scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>Vocazione di San Matteo</em> è la prima grande tela nella quale Caravaggio, per accentuare la tensione drammatica dell&#8217;immagine e focalizzare sul gruppo dei protagonisti l&#8217;attenzione di chi guarda, ricorre all&#8217;espediente di immergere la scena in una fitta penombra tagliata da squarci di luce bianca, che fa emergere visi, mani (per evidenziare e guidare lo sguardo dello spettatore sull&#8217;intenso dialogo di gesti ed espressioni) o parti dell&#8217;abbigliamento e rende quasi invisibile tutto il resto. La tela, inoltre, è densa di significati allegorici. In primo luogo proprio la <em>Luce</em>, grande protagonista della raffigurazione pittorica, assurge a simbolo della Grazia divina (non a caso non proviene dalla finestra dipinta in alto a destra che, anzi, resta del tutto priva di luminosità, ma dalle spalle di Cristo), Grazia che investe tutti gli uomini pur lasciandoli liberi di aderire o meno al Mistero della Rivelazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Artemisia, poi, ci porta al <strong>Pantheon</strong>, sempre lì vicino, nella bellissima Piazza della Rotonda. Il primo Pantheon fu fatto costruire nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, affidandone la realizzazione a Lucio Cocceio Aucto. Esso sorgeva infatti fra i Saepta Iulia e la basilica di Nettuno, fatti erigere a spese dello stesso Agrippa. Fu il primo caso di un tempio pagano trasposto al culto cristiano. Questo fatto lo rende il solo edificio dell&#8217;antica Roma ad essere rimasto praticamente intatto e ininterrottamente in uso per scopo religioso fin dal momento della sua fondazione. Nel Pantheon è sepolto, oltre ai regnanti d&#8217;Italia, anche <strong>Raffaello Sanzio</strong> e in corrispondenza della sua tomba è presente un distico di Pietro Bembo che recita:«<em> Ille hic est Raphael timuit quo sospite vince rerum magna parens et moriente mori</em> »« <em>Qui è quel Raffaello da cui, fin che visse, Madre Natura temette di essere superata, e quando morì temette di morire con lui.</em> »</p>
<p style="text-align: justify;">E qui, nella storia e nell&#8217;arte, salutiamo Artemisia e finiamo il nostro tour al <strong>Caffé di Sant&#8217;Eustachio</strong>, nato nel 1938, antica torrefazione romana, dove è d&#8217;obbligo sorseggiare almeno una delle loro inimitabili produzioni di caffè&#8230;.a proposito: costo di questo tour ai tempi della spending review? Il costo di un caffè!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I luoghi sopra raccontati sono raggiungibili  da B&amp;B Artemisia in circa 20 minuti di Metro, partendo da Conca d&#8217;Oro e scendendo a Lepanto (con cambio a Termini) e poi, in passeggiata, altri 15 minuti a piedi.</strong></p>
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		<title>Arriva la Metropolitana a Roma Montesacro, vicino al nostro B&amp;B</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Metropolitana, Metro, Tube, Underground, Subway&#8230; chiamatela come volete&#8230; finalmente anche per il nostro quartiere storico di Montesacro, pieno di verde ed aree naturali, è una realtà. Dopo anni di discussioni, attese, lavori e rimandi, entro il mese di giugno la metropolitana di Roma, da noi tutti chiamata metro, raggiunge anche Montesacro attraverso la linea B1. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Metropolitana, Metro, Tube, Underground, Subway&#8230; chiamatela come volete&#8230; finalmente anche per il nostro quartiere storico di Montesacro, pieno di verde ed aree naturali, è una realtà. Dopo anni di discussioni, attese, lavori e rimandi, entro il mese di giugno <strong>la metropolitana di Roma</strong>, da noi tutti chiamata metro<strong>, raggiunge anche Montesacro </strong>attraverso la<strong> linea B1</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima stazione metro che viene aperta è quella di <strong>Conca d&#8217;Oro</strong>, subito dopo la <strong>fermata di Ponte delle Valli</strong>, a 10 minuti a piedi dal nostro B&amp;B. Avremo così il collegamento diretto a Piazza Bologna, che per il nostro quartiere significa l&#8217;Università della Sapienza, il Policlinico e San Lorenzo, sede della movida giovane di Roma capitale. Raggiungeremo prima la Stazione Termini e la Stazione Tiburtina.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal nostro Bed &amp; Breakfast Artemisia raggiungeremo il centro di Roma (Colosseo o Piazza di Spagna) tutto in sotterranea, e in pochissimo tempo. Potremo partire da casa in costume da bagno e pareo per arrivare al mare di Ostia, potremo andare a visitare Cinecittà o alla bellissima Basilica di San Paolo, raggiungere Testaccio e Trastevere con la fermata di Piramide, andare all&#8217;Eur o a San Pietro con i nuovi treni e questa nuova sfida per la viabilità e la vivibilità della città di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione toccherà anche alle nuove o rinnovate linee di autobus che modificheranno i loro percorsi in seguito a questa nuova apertura della stazione metro di Conca d&#8217;Oro: cambierà il commercio, stanno già aumentando i bar, le pizze al taglio, i ristoranti e le trattorie, cambierà la geografia di questa zona nord est della città.<br />
Fra un anno è prevista l&#8217;apertura della <strong>nuova stazione metro Jonio</strong>, proprio su Viale Jonio, ma sufficientemente lontana dal nostro B&amp;B così che noi ne avremo solo i vantaggi (5 minuti a piedi) e non ne subiremo il rumore o le scosse del terreno. Certo, siamo lontani anni luce dall&#8217;efficienza delle altre capitali europee ma è comunque un passo avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E che Metropolitana sia! </strong></p>
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		<title>CoccolAmiamoci 2012. Benessere dedicato a tutte le coppie</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 15:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Artemisia Bed and Breakfast, in collaborazione con il Beauty Center Estetica/Parrucchiere/Solarium di Via U. Ojetti, vi propone a partire dal 1 marzo 2012, 2 notti in camera Clio con prima colazione, per esplorare la città più bella del mondo, Roma, abbinate ad un massaggio benessere!!! Dopo le passeggiate romane, una coccola speciale per due. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Artemisia Bed and Breakfast, in collaborazione con il Beauty Center Estetica/Parrucchiere/Solarium di Via U. Ojetti, vi propone <strong>a partire dal 1 marzo 2012, 2 notti in camera Clio con prima colazione</strong>, per esplorare la città più bella del mondo, Roma, <strong>abbinate ad un massaggio benessere!!!</strong><br />
<em>Dopo le passeggiate romane, una coccola speciale per due.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>quota comprende:</strong> 2 pernottamenti a Roma in camera Clio ad Artemisia B&amp;B, prima colazione servita da noi di casa all&#8217;ora da voi stabilita, collegamento Internet adsl 24 ore su 24  in wi-fi fibra ottica direttamente in camera (pc escluso), asciugamani (1 grande + 1 piccolo), telo doccia, accappatoio, sapone e phon in bagno,  posto auto all&#8217;aperto interno al nostro spazio condominiale, contributo per Roma Capitale (tassa di soggiorno), un massaggio a vostra scelta!!!</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-509" title="artemisia" src="http://www.bedandbreakfast-artemisia.it/wp-content/uploads/2012/03/artemisia.jpg" alt="" width="618" height="875" /></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Massaggio Pindasweda</strong><br />
Detto anche pindasveda, è un termine composto che deriva da Pinda e Sweda e significa letteralmente &#8220;aiutare il corpo a sudare e traspirare&#8221;; questa piacevolissima pratica ayurvedica è molto conosciuta come uno dei principali trattamenti Ayurvedici, e consiste in un massaggio combinato all&#8217;utilizzo di piccoli sacchetti di erbe medicinali molto caldi, in modo da diffondere gli effetti del trattamento termico.<br />
Il Massaggio Pindasweda si esegue con dei fagottini di cotone, detti potali, riempiti con Sali del Mar Morto al 100% naturali, erbe profumate e oli essenziali che vanno riscaldati e applicati sul  corpo, producendo un effetto catabolico, cioè riducono il gonfiore e sciolgono tossine nei tessuti e nelle articolazioni. Il calore permette una maggiore dilatazione dei pori consentendo un rapido ed ottimale assorbimento delle proprietà; anche l&#8217;olio viene assorbito in quantità maggiore e in un tempo molto più breve. Lo scopo è quello di rilassare il fisico e la mente, producendo benefici a livello emozionale, nervoso, energetico.<br />
Il trattamento del Pindasweda si conclude con un riequilibrio energetico posando i potali caldi sulle zone trattate per diverso tempo.<br />
I principali effetti prodotti  da questo trattamento sono : rilassare il corpo, decontrarre la muscolatura, eseguire un peeling profondo a livello cutaneo quindi ricambio cellulare, migliorare l&#8217;elasticità della pelle grazie al completo assorbimento dell&#8217;olio prodotto dalla maggiore dilatazione dei pori.<br />
La sensazione e’ assolutamente piacevole ed il calore emanato dai pinda favorira’ uno stato di profondo relax.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Shiatsu</strong><br />
Lo Shiatsu è una tecnica manuale che significa letteralmente “pressione mediante le dita” (Shi = dito e atsu = pressione). Il trattamento consiste appunto in pressioni che l’operatore porta con il palmo, il gomito, il ginocchio, ma soprattutto con il pollice e le esercita su determinate zone del corpo, su linee o percorsi energetici, e su punti specifici chiamati Tsubo.<br />
Più che un massaggio, è da considerarsi una disciplina evolutiva che mira a riequilibrare le energie vitali dell’organismo: per questo si può affermare che lo Shiatsu rigenera il corpo e calma la mente.<br />
Monica Sciarra, operatrice professionale Shiatsu, ha conseguito l’attestato triennale presso l’Accademia Italiana Shiatsu-do, il cui percorso è riconosciuto dall’APOS (Associazione-Professionale-Opertori-Shiatsu).</p>
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		<title>Esplorando la Via Nomentana&#8230;..in direzione di Montesacro Città Giardino</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 11:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Via Nomentana è la stada che da Piazzale di Porta Pia (nelle vicinanze della Stazione Termini) porta fuori Roma e raggiunge Mentana (Nomentum), paese storico ormai quasi incluso nell&#8217;hinterland romano. Già all&#8217;inizio della lunga e larga strada troviamo il palazzo del Ministero dei Lavori Pubblici, a ridosso del palazzo della Direzione Generale delle Ferrovie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>Via Nomentana</strong> è la stada che da <strong>Piazzale di Porta Pia</strong> (nelle vicinanze della Stazione Termini) porta <strong>fuori Roma</strong> e raggiunge <strong>Mentana</strong> (Nomentum), paese storico ormai quasi incluso nell&#8217;hinterland romano.</p>
<p style="text-align: justify;">Già all&#8217;inizio della lunga e larga strada  troviamo il palazzo del <strong>Ministero dei Lavori Pubblici</strong>, a ridosso del <strong>palazzo della Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo, incontriamo <strong>Viale Regina Margherita</strong>, tracciata dalle rotaie della circolare che taglia Roma mettendo in comunicazione diversi quartieri: arrivando da <strong>San Giovanni</strong>, il <strong>Cimitero Monumentale del Verano</strong>, l&#8217;<strong>Università La Sapienza</strong> con l&#8217;<strong>Ospedale Policlinico</strong>, il <strong>Nomentano</strong>, con il <strong>Salario</strong>, con i <strong>Parioli</strong>, <strong>Villa Borghese</strong> con lo <strong>Zoo </strong>e il <strong>Museo di Arte Moderna</strong>, fino a <strong>Piazzale Flaminio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo Viale Regina Margherita, sulla destra, si incontra la <strong>chiesa di San Giuseppe</strong> dove <strong><em>Galeazzo Ciano</em></strong> sposò <em><strong>Edda Mussolini</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo, sempre sulla destra, troviamo la prestigiosa <strong>Villa Torlonia</strong>, ormai parco pubblico, particolare nella sua forma a collinette e ospitante 2 musei, tra cui la <strong>Casina delle Civette</strong>. <strong><em>Mussolini</em></strong> occupò Villa Torlonia eleggendola a sede della sua famiglia &#8211; pagando una lira l&#8217;anno &#8211; fino a quando, il 25 luglio del 1943, il Re non lo fece arrestare. Una particolarità: sotto il parco della Villa si estendono le <strong>catacombe ebraiche del II-III secolo</strong> per circa nove km., ad oggi non ancora visitabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte Villa Torlonia, dall&#8217;altro lato della Via Nomentana, troviamo <strong>Villa Paganini</strong>, per anni inagibile e ormai un bel parco pubblico. Proseguendo, si incontra lo svincolo per raggiungere la <strong>Luiss</strong>, la nota Università che resta leggermente all&#8217;interno rispetto alla Via Nomentana.</p>
<p style="text-align: justify;">Più avanti, raggiungendo <strong>Montesacro</strong>, e stavolta sulla sinistra, si apre il bellissimo <strong>complesso di Sant&#8217;Agnese fuori le Mura </strong>(per non confonderla con la chiesa Sant&#8217;Agnese di Piazza Navona, con la sua meravigliosa facciata ad opera del Borromini) comprendente il <strong>Mausoleo di Santa Costanza</strong> (battistero e poi chiesa a pianta circolare, con i suggestivi mosaici del IV secolo, tra i più antichi giunti fino a noi), la<strong> chiesa</strong> e le<strong> catacombe di Sant&#8217;Agnese</strong>, tra le più apprezzate di Roma. Proprio nelle catacombe fu sepolta la giovane Agnese martire che uscì incolume dal rogo a lei riservato e che poi decapitarono, tanto per non sbagliare.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando per Montesacro, <strong>costruzioni moderne </strong>si sono affiancate a quelle che erano, ad inizio del secolo scorso, bellissime ville di &#8220;campagna&#8221; di romani facoltosi; in una di queste, oggi una scuola, ha dormito<strong><em> Giuseppe Garibaldi</em></strong>. Superiamo il ponte sulla strada Olimpica e sulla Ferrovia e ci avviamo verso i due ponti di congiunzione con Monte Sacro: <strong>Ponte Nomentano</strong> e <strong>Ponte Tazio</strong>. Il Ponte Tazio ci porta direttamente a <strong>Piazza Sempione</strong>, il cuore del nostro quartiere, mentre sulla destra si apre il Ponte Nomentano ritratto in centinaia di quadri e che vide, nell&#8217;anno 800, il <em><strong>Papa Leone III</strong></em> incontrare <em><strong>Carlo Magno</strong></em> che, nella notte di Natale, avrebbe incoronato a San Pietro. Ma questi non sono che due dei tanti personaggi ormai famosi che nel corso della storia hanno attraversato questo splendido ponte.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto al Ponte Nomentano  troviamo proprio il <strong>Montesacro</strong> da cui <em><strong>Menenio Agrippa</strong></em> parlò al suo popolo, citando il famoso apologo delle membra che si aiutano a vicenda. Nel <strong>1921</strong> alla zona venne dato il nome di <strong>Città Giardino</strong>, proprio per il tanto verde e per le costruzioni basse con giardino, su esempio delle case inglesi; la sua unica  gemella nella città di Roma è  nel quartiere della Garbatella, verso l&#8217;Eur.</p>
<p style="text-align: justify;">Proseguendo lungo la Via Nomentana, all&#8217;interno di quello che oggi è la <strong>Riserva Naturale dell&#8217;Aniene</strong>, si trovano diversi reperti di costruzioni di epoca romana, ormai quasi tutti sopraffatti dalla natura. Qualche decennio fa, fu riportata alla luce la <strong>Villa di Faonte</strong>, dove <em><strong>Nerone</strong></em> si fece uccidere dal segretario, <em><strong>Epafrodito</strong></em>. La leggenda vuole che il fantasma di Nerone si aggiri nella Villa di Faonte nelle notti di temporale&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltrandosi a lato nord della zona, a <strong>Fidene</strong>, in quella che era la tenuta di <em><strong>Saccopastore</strong></em>, è stata  realizzata la ricostruzione della capanna (oggi visibile), presunta abitazione dei resti umani, ritrovati nel <strong>1929</strong>,  dell&#8217;<strong>Uomo</strong> (che poi era una donna) che, nella storia dell&#8217;Antropologia, porta appunto questo nome (è più &#8220;vecchia&#8221; del più famoso Uomo di Neanderthal).</p>
<p style="text-align: justify;">Meraviglie del passato di donne e uomini che hanno transitato e vissuto nel nostro quartiere di <strong>Montesacro &#8211; Città Giardino, </strong>dove è situato il nostro bed and breakfast, e che ne hanno segnato l&#8217;unicità e la particolarità nell&#8217;insieme più vasto della più bella città al mondo: <strong>Roma &#8211; Caput Mundi</strong>.</p>
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