Bed and Breakfast Roma Artemisia, alternativa economica e sostenibile ad un hotel, nella nostra abitazione, nel quartiere storico e residenziale Montesacro - Roma Nord.
Confortevole, silenzioso, camere grandi, internet gratuito, posto auto, eco friendly, per vacanze a Roma o impegni di lavoro, collegato dai mezzi pubblici, dal 2012 anche dalla Metro, a soli 20 minuti di bus dalla centrale Stazione Termini e dal Centro Storico.

Nel quartiere Trieste, vicino a Montesacro, tra piazza Buenos Aires (chiamata dai romani “piazza quadrata”) e via Tagliamento, sorge l’area di Coppedé. Benché non sia strettamente un “quartiere”, fu chiamato così dal suo ideatore, l’architetto Gino Coppedé. Lo compongono quarantacinque tra palazzi e edifici vari che hanno come loro epicentro Piazza Mincio. L’area nasce come progetto nel 1916. Nel 1927, Coppedè muore e il quartiere venne completato da Paolo Emilio Andrè. Coppedè utilizzò come tema dominante quello di Roma antica con architetture che richiamano gli archi di trionfo del Foro Romano. Il materiale usato principalmente fu il travertino (sempre in onore della Roma imperiale) mentre per gli interni si sono utilizzati maiolica smaltata per le cucine, parquet in legno per i soggiorni, mosaici in stile pompeiano per i bagni.
Un grande arco che congiunge due palazzi è l’ingresso del quartiere, dal lato di via Tagliamento Sotto l’arco troviamo due balconi e un grande lampadario in ferro battuto. In generale, è un misto architettonico che spazia da Roma antica all’Art Nouveau ,passando per elementi medievali, rinascimentali e barocchi.
Superato l’arco si giunge a piazza Mincio dove c’è la Fontana delle Rane, costruita nel 1924, in stile barocco. Una vasca centrale con quattro coppie di figure che sorreggono conchiglie sulle quali rane zampillano l’acqua .Una seconda vasca, più piccola ma di circa due metri di altezza, col bordo con otto rane.
Curiosità : in questo “quartiere” ha abitato il tenore Beniamino Gigli ; Coppedè fu scelto dal regista Dario Argento come sfondo per i suoi film Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo. Al numero civico 2 della piazza, l’arco che sormonta l’ingresso del palazzo è una fedele riproduzione di una scenografia del film muto Cabiria del 1914.
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